Vocalist: chi è, a cosa serve e come ci si diventa

Vocalist: chi è, a cosa serve e come ci si diventa


La figura del vocalist e la sua utilità nel party


Divertirsi in discoteca è diventato difficile come divertirsi in generale. L’alchimia perfetta della serata top passa attraverso la miscelazione di tanti elementi che compongono l’impianto perfetto per il divertimento. La figura più visibile in discoteca e nei club o party è, dopo il dj, proprio il vocalist.

Il vocalist infatti è una figura sicuramente discussa proprio per la sua visibilità, fisicità e impatto. Ha infatti un grandissimo potere sulla serata e per molti viene visto come qualcosa di sbagliato o fuori posto.

Possiamo avere dal dj/vocalist al cantante, dal Pr/organizzatore al professionista. Volti e figure più o meno riconoscibili ma tutti al servizio dell’animazione notturna. Il suo ruolo è infatti quello di animare la serata e permettere al più grande numero possibile di persone di partecipare al programma musicale del Dj in modalità “attiva”.

Sembra agli occhi di molti qualcosa di superfluo e ridondante ma aiuta la costruzione del programma musicale. La presenza del vocalist è sempre legata al genere musicale. In genere, possiamo dire che più la serata è commerciale e più è facile trovarlo. Viceversa nelle serate più di nicchia come per esempio nell’ambito elettronico/house, nessun dj vuole una figura al suo fianco che urli e schiamazzi in un microfono affidandosi all’improvvisazione.

Negli anni ’90, durante il culmine del fenomeno discoteca, i così detti generi di tendenza come la progressive o la techno hanno avuto vocalist di grande successo che più che “animare” si limitavano a farcire la musica con storie, filastrocche, gemiti e parolacce. Franchino, il Principe Maurice erano solo alcuni dei nomi più in voga dell’epoca che hanno portato il ruolo del vocalist alla figura del performer. Legato infatti alla presenza vocale, era costume vestirsi e truccarsi in maniera appariscente. Sin da quegli anni era evidente la forza dirompente di questi personaggi che pur non avendo, spesso, grandissime preparazioni musicali, riuscivano a captare l’esigenza del pubblico alla trasgressione e a trascinare le folle in un delirio collettivo.

Per anni la figura del vocalist commerciale e quotato era legato agli speaker radiofonici. Infatti la radio offriva la possibilità di abituarsi a parlare al microfono e avere grossa esposizione mediatica. Il boom dei radiofonici in discoteca ha avuto inizio con il gruppo di radio Deejay che registrava centinaia di serate. Il gruppo di Albertino & Co., divulgatori della musica dance hanno basato sulla discoteca e i club la loro epoca d’oro aprendo la strada alla crew vocalist radiofonica del più recente Zoo di 105.

Sempre negli anni ’90 al Sinatra si sono alternati tantissimi vocalist che nelle serate più commerciali erano richiesti un pò in tutto il nord Italia. Tra i tanti ricordiamo Jumbo, Fred e Jody, Baby Rose ( vocalist storica di Joe T vannelli), Dany Gattelli , Francesco Mammato, Fiorellino ( Giuseppe Fiorello fratello di Rosario ), Lou Bellucci, Ale Pulga, Luis K, Maurizio Monti, Tanja Monies Albert from Canada e Frankino .

Ma chi è il vocalist? A cosa serve? Ma soprattuto è necessaria questa figura? proviamo a rispondere per punti

vocalist_in_discoteca_come_si_diventa_clubbing_culture_sinatra_ferrara_club.jpg

 


Chi è il Vocalist e a cosa serve


Il vocalist è un animatore, un padrone di casa, un osservatore della sicurezza, un termometro del divertimento, il riempitivo delle pause infinite, il capo delle pubbliche relazioni in sala, il secondo dj, il motivatore, il personaggio che non ti fa ricordare il passaggio del tempo.

ll Vocalist serve a tanti compiti. In primis è una figura che si occupa di creare e mantenere calda l’atmosfera del locale. Nasce come presentatore e si è evoluto in performer. Parliamo di persone che conoscono la musica della serata di appartenenza, parliamo quindi della scaletta del dj e soprattutto delle hit del momento. Spesso il vocalist non ha doti canore, quindi non è un cantante ma sa incitare e soprattutto non deve mai essere banale.

Infatti il problema di un vocalist, considerando una serata media di 4 ore di musica che va dal pre-ascolto o aperitivo, al party e alla chiusura, dovrà crescere, in termini di presenza all’aumentare dei Bpm e non ripetersi. Qualsiasi frase alla lunga è stancante dovrà scaldare il pubblico senza essere invasivo.

Per essere vocalist bisogna avere una buona dote di narcisismo e un po’ di arroganza. Il microfono in un party è uno strumento molto potente, è un canale di comunicazione unidirezionale non democratico. Il vocalist infatti lo tiene sempre in custodia e difficilmente ti fa dire qualcosa. E’ come avere lo scettro del potere e se usato incautamente potrebbe trasformarsi in un arma di distruzione di massa.

Le persone generalmente non capiscono ma percepiscono. Se un vocalist ripete le stesse parole sentirete, inconsciamente un senso di fastidio senza capire il perché. E’ molto facile per un vocalist lasciarsi andare, bevendo un paio di gin lemon e urlando a squarciagola.

Un’altra caratteristica del vocalist è sicuramente l’equilibrismo. Riuscire ad intrattenere, scandendo le parole, nei momenti giusti senza risultare troppo invasivo richiede un grande polso.

Nei balli latino americani e balli di gruppo il vocalist viene fuori in tutto il suo splendore di animatore. E’ molto spesso un maestro di ballo che, dal palco centrale introduce passi e balli come in una palestra. Si distinguono per eleganza e capacità di essere chiari anche mentre ballano.

Una delle caratteristiche fondamentale di ogni vocalist è avere il proprio microfono. Molto spesso il loro “gelato”, senza fare allusioni, è proprietà privata. Generalmente si parla di radio microfono a gelato o ad archetto. Dal radio microfono palmare o ad archetto wireless per lunghe distanze. Le marche preferite sono Shure, Akg e Sennheiser. Il microfono personale è fortemente voluto anche dai Dj. In serata infatti il vocalist vuole aggiungere effetti e regolare i volumi e per farlo bisogna mettere mano al mixer. Se il vocalist ha la sua attrezzatura si aggiusta i volumi e gli effetti dal suo controller senza intralciare il lavoro del Dj. E’ successo spesso che qualche vocalist alticcio urtasse piatti o cdj o utilizzasse il controller sbagliato. Tutti i Dj inoltre sono persone alquanto precise e puntigliose sull’attrezzatura “da lavoro”, il vocalist essendo spesso una figura che viene dal pubblico più che dalla musica è considerato un diverso nel ghetto dei tecnici e per questo segregato come in una gabbia contenitiva.

 

vocalist_in_discoteca_come_si_diventa_e_il_suo_futuro_clubbing_culture_sinatra_ferrara_club.jpg

 


Come si diventa vocalist


Non è necessario fare nessun corso ma tanta pratica. Bisogna frequentare molto i party o un locale. E’ necessario essere in sintonia con un genere musicale e con il pubblico. L’ascolto di tanta musica è fondamentale e sentire ovviamente altri vocalist.

Il senso di questo lavoro è elaborare uno stile. Infatti ogni vocalist ha uno stile preciso su come approcciare la serata. Il senso è di trovare la propria “voce” nel clubbing, infatti ciò che conta è l’originalità e risultare il più spontanei possibili. Chi recita troppo al microfono risulta fuori luogo.

Se dovessimo etichettare le varie tipologie potremmo dire che ci sono gli incitatori, ci sono i cantanti, i trasgressivi , i Pr, gli stilosi e gli umoristi.

Incitatori _ Sono i vocalist più energetici che puntano tutto sul clamore delle folle. “le mani al cielo “ sono il loro mantra uniti a “energia” e “ci siamo”. Sono adatti a serate con grosso pubblico.

Cantanti _ I cantanti non sono veri e propri cantanti ma si dilettano su vocalizzi e ritornelli per aggiungere un senso artistico a ciò che fanno.

Trasgressivi _ Sono quelli che si spingono sul linguaggio equivoco o a sfondo erotico.

PR _ Sono quei vocalist che prima sono organizzatori e poi vocalist. Si concentrano nell’esaltare quanto la festa sia riuscita, salutano i tavoli e promuovono i prossimi eventi. Le frasi tipiche sono “Una grande notte”, “La fila fuori”, “Ogni sabato notte”.

Stilosi _ Sono quelli che puntano soprattutto sull’immagine, spesso di bella presenza, usano inglesismi e francesismi, propongono una visione elegante del party.

Umoristi _ Sono tutti quei vocalist che puntano sull’ironia e i doppi sensi delle frasi. Puntano sul dare spunti allegri per strappare un sorriso al pubblico

In termini generali per essere un buon vocalist bisogna avere un pò di tutte e 5 le sopraelencate caratteristiche. Come si diceva prima è l’equilibrismo tra varietà, originalità e leggerezza.

La pratica e lo spirito di iniziativa faranno il resto. Fondamentale infine guardarsi tutti i film della cultura della discoteca  🙂


Le regole del vocalist


E’ vero che non serve andare all’università per diventare vocalist ma è altrettanto vero che qualche regola da seguire c’è e ve la riportiamo di seguito: 

Non strafare: Il vocalist è una figura importante ma il pubblico non paga un biglietto solo per sentirlo parlare. E’ necessario dosare gli acuti, non sbrigare come vocalizzi e non parlare sempre. E’ più importante parlare nei momenti giusti ed è difficile riconoscerli. Un pò come dice Antonino Canavacciuolo l’ eleganza sta nella semplicità. Se volete leggere l’articolo sull’eleganza e bon ton in discoteca potete farlo qui

Non parlare sul parlato: quasi sempre quando sta andando un disco con una parte cantata non ripetitiva è buon costume non parlarci sopra poiché le voci diverse si “impastano” rendendo confuso l’ascolto.

Ascoltare tanta musica la consapevolezza arriva dalla conoscenza. Più musica ascolti e più sei consapevole delle ritmiche, attacchi e dinamiche

Prova e riprova fai molte prove a casa e registrati per sentire l’effetto che puoi avere su un pubblico

Guarda e osserva frequenta il party che più ti piace e osserva attentamente il vocalist che ti piace di più. Comprenderai l’attitudine per affrontare questo lavoro

vocalist_in_discoteca_circular_feeling_clubbing_culture_sinatra_ferrara_club.jpg


Il futuro del Vocalist: il traghettatore


Negli ultimi 20 anni il ruolo del Vocalist si è limitato al genere commerciale ed è indubbia l’esigenza di avere un supporto live al djset. Il calore derivante da una frase di benvenuto, per esempio, in un party non ha paragoni in termini di impatto.

Sicuramente il “Su le mani” è già cambiato trasformando l’intrattenimento del vocalist, da funambolo delle giostre a maestro cerimoniere. Andando oltre il ruolo del performer, per quasi tutte le attività del futuro che siano negozi, aziende e locali pubblici la tendenza è di avere una figura che ti introduca al prodotto o al servizio. Qualcuno che ti spieghi la filosofia aziendale, che ti illustri le tecniche di lavorazione o il livello del servizio.

Se tutti noi siamo clienti ed è vero che non solo vogliamo ballare, acquistare e risolvere un’esigenza, è altrettanto vero che tutti noi abbiamo la necessità di provare un’esperienza. Un momento magnifico da immortalare su Instagram e condividere.

La figura del vocalist rimarrà nel tempo come traghettatore di folle che attraverso la sua “arroganza” ci introduca al “viaggio” della serata.

Se vi capiterà di incontrare un vocalist in una qualsiasi delle nostre feste, non guardatelo con superficialità, avvicinatevi e ditegli “Grazie”.

 

se qualche terminologia non dovesse essere chiara potete consultare la nostra sezione Dictionary